giovedì 2 febbraio 2017

1. Notte buia senza stelle

Kevin:
Kevin correva, correva a perdifiato, come se stesse scappando. E col cuore in gola era difficile raccogliere i pensieri.
Kevin, kevinchenonhapaura.
Correva verso il castello. Sentiva la responsabilità della missione che lo aspettava, che lo  sguardo della strega  gli aveva attribuito. Era l’eroe. L’eroe delle favole.  E gli amici ci credevano. Ma non era mica poco! E poi  lui non l’aveva chiesto!
Kevinchenonhapaura.
Lo sguardo della strega diceva che c’era una missione ad attenderlo. Una missione importante. Ma kevin era confuso. Doveva salvare il mondo. Da cosa? Tutto il peggio del mondo l’aveva avuto lui. Ma doveva salvare il mondo, proprio lui: da cosa? Perché? Come? Ritornava ancora e sempre la domanda: perché proprio lui?
Kevinchenonhapaura.
Correva e correva. Quando cominciò a mancargli il fiato, si ritrovò alla  sinistra un recinto con all’interno dei cavalli. Un puledro gli si avvicinò con un trotto allegro. Era Red, della tenuta dei genitori di Frida. Sembrava riconoscerlo, essergli amico, forse Frida gli aveva parlato di lui.
Red saltò lo steccato, e Kevin in un attimo gli salì in groppa, rassicurato. Nuovo coraggio, per l’assalto al castello. 
Al castello chi avrebbe trovato ad aspettarlo? Balbablu forse?

Prese fiato, e sorrise - Eccomi qui. Ecco l’albero dove ci siamo fermati con Mafalda, dietro il quale ci siamo nascosti per traverstirci da  villani, dove poi abbiamo fatto merenda.
Appiattisco l’erba con le mani, ecco. Mando a casa Red. - Vai, che nessuno si insospettisca. - Ora dormo. Mi copro con il giubbotto, fa fresco.  Cosa sono questi rumori? E’ così buio! Come vorrei fossero qui i miei amici. Ma loro se ne stanno tranquilli nelle loro case. Posso immaginare quante feste  hanno fatto tutti al loro ritorno!
Kevinchenonhapaura.
-Io un po’ di paura veramente ce l’avrei.  Non so dove vado. Che trovo. Ma ho il coraggio per lottare. Ma vorrei sapere per cosa: per chi, perché.  Voglio la giustizia, ecco, questo so. Ma chi sono i miei nemici? Rischio di sbagliare perché non so nulla di quel che succede intorno. E poi questa notte è così buia…
Pensava agli amici, gli mancavano. Pensava al salvataggio della strega nel villaggio, alla vicenda del pifferaio. E fra tanti ricordi si addormentò.
Buonanotte Kevin, notte inquieta.



Alice:
- Ora dormo. No, non dormo, il sonno non viene. Eppure sono stanca. I carabinieri, e poi i giornalisti, tutte quelle domande. E poi quante feste, con mamma e papà! Io sarò pure piccola e imbranata, ma come si vede che la mamma si sente in colpa. Ed è un po’ stordita per i miei comportamenti. Trova che sono cresciuta  di botto. Le ho raccontato una fiaba per farla dormire, una delle fiabe di Mafalda.
Continuo a pensare a Belzebù, Ice, Maya, a Frida e soprattutto a Kevin. Lo sapevo che non sarebbe tornato, che nessuno lo aspettava. Sappiamo tutti che non ha una famiglia, anche se non ne abbiamo mai parlato con lui.  Se lui non me l’ha detto...forse sto diventando davvero una strega. 
Sono preoccupata ecco. Ora sveglio Paolo e andiamo da lui e… -
Uno sbadiglio interruppe il pensiero.
Buona notte Alice.

Paolo:
- Ripenso alla giornata di oggi, al ritorno alla normalità tanto desiderato. Stranamente questa calma non mi appaga. Sono sospeso tra le avventure dei giorni passati, e quella fuga di Kevin, solo, verso la collina. Fuga di cui non so niente. -
Una cosa  gli rodeva: perché i  non gli aveva detto nulla?  Avevano pur condiviso mille avventure… Dove stava andando? Che cosa aveva in mente? Perché escluderlo dalla nuova impresa? E dalla sua amicizia? Ma forse l’amico voleva solo preservarlo da un oscuro pericolo: lui non aveva niente da perdere, non c’era nessuno ad aspettarlo…  Ma non sarebbe rimasto nel dubbio… poteva raggiungerlo, conosceva la strada. Ora era stanco, ma l’indomani…
Il sonno ebbe la meglio.
Buona notte Paolo.

Frida
Frida era  a casa, al caldo. I suoi   animali preferiti erano al sicuro a casa di Mafalda. Gli amici erano tornati alle proprio famiglie, e questo è bene… ma Kevin dov’era?
Uscì dopo cena, sentendo Red nitrire, e lo vide ritornare al galoppo dalla collina, e infilarsi  nel recinto dal cancelletto aperto. C’era il cappellino con la visiera di Kevin impigliato ai finimenti. E capì.
Si addormentò sorridendo, pensava che Kevin fosse solo, invece  Red era andato ad aiutarlo, Notte Kevin, a domani…
Buona notte Frida.





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