Il castello di Balbablù era molto diverso da come
lo ricordavano: le mura e le torri sembravano le stesse, ma non erano
diroccate, il tutto era molto più
curato, come se ci si trovasse in un tempo diverso. C’era un bellissimo
giardino con aiuole di fiori che
sembravano ricami. Il castello doveva essere abitato, e dava l’impressione
di una vita lussuosa. Dalle finestre aperte vedevano un enorme salone sontuoso,
tutto quadri, ori e specchi .
Non osavano bussare o introdursi nel castello.
Passarono davanti al grande portone intarsiato, e proseguirono, finchè trovarono
casupole più dimesse. Sbirciarono dalla finestra, e videro una figura
familiare: una vecchietta vestita di nero, girata di spalle, che armeggiava
vicinoa una vecchia stufa.
- E’ lei!
- Mafalda!
La vecchia si girò, e quale fu la delusione quando
i ragazzi videro un viso aggraziato, anche se rugoso: non c’erano il nasone, il
mento adunco e i nei pelosi della amata strega!
- Chi è là? Mafalda... chi osa nominarla? E’ morta
da cento anni… io sono Armida, la serva, cuoca di corte. E voi da dove sbucate?
E che ne sapete di Mafalda?
- Scusaci. Ci sembrava di vedere una certa
somiglianza….
- Siamo quattro ragazzi, Paolo, Kevin, Frida e
Alice. Veramente Alice è solo una bambina…
- Ma come vi
siete conciati? E’ carnevale?
- Veramente ci siamo vestiti così per gioco.
- Beh, attenti ai gendarmi, sospettano delle
persone originali, e non scherzano… e
che fate qui? Siete ladruncoli, vero?
I tre avrebbero voluto raccontare una bugia, ma non
gli venne in mente nulla. Tutti e tre stranamente pensarono - e dissero in coro - la stessa cosa:
- Siamo qui per combattere le ingiustizie.
La vecchia scoppiò a ridere, ma la sua espressione
non era di scherno ma di simpatia.
- Venite
sciocchini, venite qui ladruncoli ingenui, che vi preparo un latte
caldo. Chissà da quanto tempo non mangiate…
Nel frattempo cambiatevi, che così vi prendono
subito. In quel cesto ci sono gli stracci della servitù. Sono abiti laceri, ma
puliti. Questi sono gli abiti dello spazzacamino, mettili tu che sei più alto –
si rivolgeva a Kevin -.
Bevvero un ottimo caffelatte. Armida doveva essere
così convinta che fossero dei ladri che non fece loro domande.
- Perché ridi, quando diciamo che vogliamo
sconfiggere le ingiustizie? Non ti sembra un nobile intento?
- Nessuno può sconfiggere le ingiustizie di questo
reame: la povertà, le guerre, la natura violata. E piaga peggiore è la morte
della speranza…
- vedrai Armida, cambierà!
Intanto,
vestiti di abiti laceri, si erano piazzati intorno al tavolo e aiutavano Armida
a pelare le patate.
Lavorando, chiesero della storia del
castello. Armida conosceva Barbablù?
- Barbablù è morto da tempo. Ora c’è il re Gustavo
II, nipote di Gustavo I, denominato il “re delle piume”. Conoscete la
storia di Gustavo? Se volete sapere
qualcosa del regno dovete conoscere le sue vicende. Ora vi racconto. Ma poi di racconterete voi
come come fate a conoscere Barbablù e Mafalda.
Si capiva che Armida non vedeva l’ora di raccontare
storie ai bambini, come una qualsiasi nonna:
- Allora,
c’era una volta….
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