giovedì 2 febbraio 2017

3. Il castello

Il castello di Balbablù era molto diverso da come lo ricordavano: le mura e le torri sembravano le stesse, ma non erano diroccate,  il tutto era molto più curato, come se ci si trovasse in un tempo diverso. C’era un bellissimo giardino con aiuole di fiori che  sembravano ricami. Il castello doveva essere abitato, e dava l’impressione di una vita lussuosa. Dalle finestre aperte vedevano un enorme salone sontuoso, tutto quadri, ori e specchi .
Non osavano bussare o introdursi nel castello. Passarono davanti al grande portone intarsiato, e proseguirono, finchè trovarono casupole più dimesse. Sbirciarono dalla finestra, e videro una figura familiare: una vecchietta vestita di nero, girata di spalle, che armeggiava vicinoa una vecchia stufa.
- E’ lei!
- Mafalda!
La vecchia si girò, e quale fu la delusione quando i ragazzi videro un viso aggraziato, anche se rugoso: non c’erano il nasone, il mento adunco e i nei pelosi della amata strega!
- Chi è là? Mafalda... chi osa nominarla? E’ morta da cento anni… io sono Armida, la serva, cuoca di corte. E voi da dove sbucate? E che ne sapete di Mafalda?
- Scusaci. Ci sembrava di vedere una certa somiglianza….   
- Siamo quattro ragazzi, Paolo, Kevin, Frida e Alice. Veramente Alice è solo una bambina…
- Ma  come vi siete conciati? E’ carnevale?
- Veramente ci siamo vestiti così per  gioco.
- Beh, attenti ai gendarmi, sospettano delle persone originali, e non scherzano…  e che fate qui? Siete ladruncoli, vero?
I tre avrebbero voluto raccontare una bugia, ma non gli venne in mente nulla. Tutti e tre stranamente pensarono  - e dissero in coro - la stessa cosa:
- Siamo qui per combattere le ingiustizie.
La vecchia scoppiò a ridere, ma la sua espressione non era di scherno ma di simpatia.
- Venite  sciocchini, venite qui ladruncoli ingenui, che vi preparo un latte caldo. Chissà da quanto tempo non mangiate…
Nel frattempo cambiatevi, che così vi prendono subito. In quel cesto ci sono gli stracci della servitù. Sono abiti laceri, ma puliti. Questi sono gli abiti dello spazzacamino, mettili tu che sei più alto – si rivolgeva a Kevin -.
Bevvero un ottimo caffelatte. Armida doveva essere così convinta che fossero dei ladri che non fece loro domande.
- Perché ridi, quando diciamo che vogliamo sconfiggere le ingiustizie? Non ti sembra un nobile intento?
- Nessuno può sconfiggere le ingiustizie di questo reame: la povertà, le guerre, la natura violata. E piaga peggiore è la morte della speranza…
- vedrai Armida, cambierà!
 Intanto, vestiti di abiti laceri, si erano piazzati intorno al tavolo e aiutavano Armida a pelare le patate.  
Lavorando, chiesero della storia  del  castello. Armida conosceva Barbablù?
- Barbablù è morto da tempo. Ora c’è il re Gustavo II, nipote di Gustavo I, denominato il “re delle piume”. Conoscete la storia  di Gustavo? Se volete sapere qualcosa del regno dovete conoscere le sue vicende.  Ora vi racconto. Ma poi di racconterete voi come come fate a conoscere Barbablù e Mafalda.
Si capiva che Armida non vedeva l’ora di raccontare storie ai bambini, come una qualsiasi nonna:

- Allora,  c’era una volta…. 

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