sabato 11 febbraio 2017

8, L'ultima stanza

Paolo, Alice e Frida arrivarono di corsa. Temevano di non fare in tempo. Di Kevin neppure l’ombra. Volevano chiedere ai soldati  di guardia, ma questi, appena li videro, sguainarono le spade.
- Ragazzi, gambe in spalle! - e Paolo  si lanciò nella corsa più veloce della sua vita. Mai aveva dimostrato simili doti atletiche! E gli altri dietro...
Correndo entrarono nell’androne, attraversarono i giardini, e si introdussero nel palazzo. Salirono sempre di corsa lo scalone che portava alle stanze del re.
- Ecco Kevin, là in fondo. – riuscivano a vederlo... – Ehi, aspettaci.
E in un attimo era già scomparso.
- Ehi voi, che ci fate qui! –una cameriera si era affacciata da una delle stanze, e li aveva scoperti. Scapparono via veloci.
E in un attimo arrivarono in fondo al corridoio, e si fermarono di fronte a una porta socchiusa. Qualcosa disse a Paolo di aprirla... ed ecco la principessa!  
La principessa era bella e dolce. Gli occhi azzuri erano  finestre su cieli  aperti e acqua di mare. Qualche goccia di quel mare scendeva sulle sue guance.
Paolo interruppe la sua corsa: - Perché piangi, bella principessa? Qui tutti sono allegri.
- Non hai notizia di quel che succede? Ci sarà una nuova guerra. ministro della guerra.Il ministro della guerra...
- E’ un pazzo!
- Sì, è pazzo, ma distrugge il mondo. Vuole combattere i paesi più potenti per sottometterli, e i paesi più deboli perché è facile sconfiggerli, quelli più ricchi per appropriarsi delle loro ricchezze, e i più poveri perchè teme la loro invidia... Ora sta preparando l’esercito per  la partenza.
- Che fare?
- Nulla si può di fronte alle decisioni del re e dei ministri.
- Noi invece lotteremo.
- Noi?
- Io sono Paolo, e questi che stanno arrivando sono Frida e mia sorella Alice. Arriviamo dalla città e da un altro tempo, ma questo magari te lo spiegherò un’altra volta, è una faccenda un po’ complicata. E poi c’è Kevin... Cavolo, mi stavo scordando! Lo stavamo inseguendo. E poi ci sei tu. Andiamo, non c’è tempo da perdere!
Si sentiva in distanza la cameriera strillare: - Degli estraneei, là in fondo al corridoio... 
- Ma scusa, spiegami, lotterete... lotteremo..., per cosa, e con quali armi?
- Non c’è tempo ora! Poi ti spiego. Ora scappiamo, vieni...
La principessa non piangeva più. Non aveva capito molto, ma il sogno di un mondo senza guerra le aveva fatto dimenticare in un attimo la famiglia reale, il castello e gli sfarzi della sua vita di principessa. Lasciò che Paolo prendesse la sua mano e volò via con lui e gli altri amici. La coroncina d’oro pesava e le erea d’impiccio, e la buttovia via nella corsa; si inciampava nel vestito di seta e tulle, e lo tirò su con la mano libera... e non sembrava più una principessa. 

Alina – questo era il nome della fanciulla – guidò i nuovi amici fuori dal castello. Sapreva districarsi nel labirinto di stanze e corridoi. Giunsero in un giardino stupendo, un’esplosione di colori e forme mai visti. Ma una brutta sorpresa li aspettava qui...

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